Con Giorgio Razzoli, titolare della libreria “Bastogi” di Orbetello, discutiamo del nuovo spazio che possono ritagliarsi le librerie indipendenti. Tra e-commerce e nuove abitudini dei lettori, è fondamentale sapersi reinventare.
Camminando lungo il corso, posta tra un negozio di abbigliamento e una profumeria, si trova “Bastogi”, unica libreria di Orbetello da sempre punto di riferimento per i cittadini e i numerosi turisti che d’estate popolano la località della Maremma toscana.
Come Orbetello si pone al centro della laguna omonima, incastonata tra le strisce di terra della Giannella e della Feniglia che collegano la costa tirrenica al Monte Argentario, così Bastogi è un avamposto culturale di tradizione e modernità, che cerca di resistere e reinventarsi in un sistema dominato dall’e-commerce e dalle grandi catene.
Il colloquio con Giorgio Razzoli, che insieme ad Alessandro Giulietti è socio del negozio, è franco e sincero, senza giri di parole o nostalgie di sorta. Subito capisco che la passione per questo mestiere, seppur tra mille difficoltà, è stata la componente determinante che ha permesso all’attività di reinventarsi proponendosi non solo come libreria indipendente, ma come centro di gravità culturale e di aggregazione territoriale.
Partiamo dal principio. Come è nata la Libreria Bastogi?
Bastogi nasce negli anni ‘50 come negozio di giocattoli e cartoleria per volontà di Umberto Bastogi, ex proprietario, ed è diventata ben presto un punto di incontro per gli abitanti di Orbetello e per i vacanzieri che già all’epoca popolavano la nostra località.
Quando nel 1989 inizio a lavorare come dipendente, ricordo che da noi si comprava un po’ di tutto, dai giochi per bambini ai vestiti. Di libri, invece, ce ne erano ancora pochi, fino a quando Andrea Bastogi, nipote del fondatore, decise di implementare la sezione letteraria.
Nel 1996, insieme al mio attuale socio Alessandro Giulietti, mosso dalla passione per la lettura, ho poi deciso di rilevare l’attività e creare una vera e propria libreria. Dopo quasi 30 anni, nonostante le difficoltà, siamo ancora qui.

Cosa significa essere una libreria indipendente nel 2024?
Ancora oggi siamo l’unica libreria di Orbetello, quindi dovremmo essere avvantaggiati dall’assenza di altri esercizi sul territorio. Dobbiamo però fronteggiare un competitor a livello internazionale con cui non c’è partita, avendo fatto terra bruciata di tante attività come la nostra, grazie a risorse e tempi di consegna che nessun altro può garantire.
Gli interventi della politica, volti a regolare la norme sugli sconti, non sono stati sufficienti e ad oggi anche le abitudini delle persone sono cambiate. Si esce di meno, si spende di più per serie tv, aperitivi e cene fuori. Se proprio serve un libro lo si acquista online.
E quali strategie avete attuato per rilanciarvi?
Siamo andati noi a cercare le persone, organizzando eventi al di fuori della libreria e instaurando importanti partnership con diversi attori a livello locale.
Antica Fattoria La Parrina, Capalbio Libri, Orbetello Book Prize, Biblioteca di Montemerano, Ristorante “I Pescatori”, sono solo alcuni dei soggetti con cui abbiamo instaurato una collaborazione in questi anni.
Qual è il vostro cliente medio?
Non abbiamo un profilo ben delineato della nostra clientela. Da noi si fermano un po’ tutti, il sabato sera passano le famiglie, la domenica magari si trovano maggiormente gli adolescenti. Possiamo dire che d’estate e durante le festività c’è un gran via vai di bambini e studenti in vacanza.
Come sono cambiati i lettori negli oltre trent’anni di attività?
Ogni libreria indipendente ha solitamente una clientela molto attenta e colta, che è rimasta pressoché la stessa negli ultimi decenni. Nel nostro caso osserviamo sicuramente più lettrici donne che uomini.
I cambiamenti sono però avvenuti nelle abitudini che, anche in questo caso, hanno influito considerevolmente sul ruolo non solo delle librerie indipendenti, ma del negozio fisico in generale.
Come testimonia il recente studio realizzato da Netcomm sulle abitudini di lettura e di acquisto di libri degli italiani, oggi quattro lettori su dieci leggono su due o più formati, il 22,3% preferisce l’e-book e l’11% gli audiolibri. Insomma, il libro di carta ha ancora un ruolo di rilievo ma non è più il solo protagonista.
E in ambito editoriale?
Qui osserviamo forti pressioni nei confronti degli autori che devono mantenere alte performance di vendita. Se pensiamo che ci sono più di 300 nuove uscite ogni giorno si capisce come sia difficile anche soltanto gestire gli ordini…
Qual è stato il libro più venduto quest’estate?
Lo scorso anno ha avuto grande successo “La Portalettere” di Francesca Giannone (Editrice Nord), mentre quest’estate le vendite sono state trainate da “Come l’arancio amaro” di Milena Palminteri (Bompiani), ma anche il nuovo libro di Giannone “Domani Domani” (Editrice Nord) sta andando molto bene.
Tra i saggi usciti nelle ultime settimane stiamo vendendo molto “Il Dio dei nostri padri” di Aldo Cazzullo (HarperCollins Italia) e le ultime due opere di Federico Rampini “Il nuovo impero arabo” (Solferino) e “Grazie, Occidente” (Mondadori).
E tra i libri per i più giovani?
I bambini amano tutti i libri del fumettista Pera Toons. Le vendite che registriamo per i suoi libri non le vedevamo da tempo, ogni sua nuova uscita sconvolge il mercato. Il Fantasy e il Romance sono invece i trend leader per adolescenti e young adults.
Ci sono generi che vanno per la maggiore?
D’estate il 40% circa dei libri venduti sono quelli per i bambini-ragazzi, seguiti dai romanzi per un altro 40% e dai saggi che solitamente rappresentano il 20% circa del totale. Anche le guide di viaggio continuano ad avere un buon mercato.

Orbetello ha dovuto affrontare numerose sfide sul fronte ambientale negli ultimi anni. Dall’alluvione del 2012, all’invasione dei moscerini fino alla recente morìa di pesci. Avete riscontrato problemi per la vostra attività?
Le problematiche ambientali vissute negli ultimi anni nella nostra zona, hanno portato ad un forte calo di presenze, come nel caso dell’ultima morìa di pesci a luglio. Tuttavia, in quest’ultima occasione, abbiamo ossevato un buon ritorno turistico ad agosto.
Ricordo, invece, che durante l’alluvione del 2012 io e il mio socio Alessandro facevamo a turno per andare ad aiutare le persone in difficoltà. Siamo cittadini di Orbetello prima che commercianti.
Le librerie indipendenti possono ancora avere un ruolo di aggregazione e supporto attivo per il territorio?
Certamente, noi collaboriamo da sempre con il Comune di Orbetello ed ogni volta che organizziamo una presentazione o una discussione, si mette in moto una comunità di persone con evidenti benefici non solo a livello economico, ma anche sociale e culturale.
Nel tempo, abbiamo coinvolto tutti i maggiori autori a livello nazionale: da Sabino Cassese a Niccolò Ammaniti, da Maurizio De Giovanni ad Antonio Manzini, tutti sono passati almeno una volta da noi.
E a livello locale?
Si tratta di autori che non calcano i grandi palcoscenici ma, seppur meno conosciuti, sono scrittori di valore, come Riccardo Bruni e Costanza Ghezzi insieme a molti altri. Tra coloro che abbiamo seguito più recentemente ci sono anche Nicola Augusto Tosti Croce e Ilico Mascioli.
Prossimi eventi in programma?
Il 2 novembre abbiamo organizzato un incontro con Marcello Sorgi per presentare il suo nuovo libro “San Berlinguer” (Chiarelettere), mentre il 16 novembre discuteremo con Antonio Di Bella della sua ultima opera “L’impero in bilico” (Solferino).
Founder e Creator di Polinside. Appassionato, affamato di politica e di tutto ciò che ricorda la Prima Repubblica.
Master in “Relazioni istituzionali, Lobby e Corporate Communication” alla Luiss Business School, mi occupo di corporate communication in Community.
Nel tempo libero pratico Crossfit, cucino l’Amatriciana e sogno il compromesso storico.
