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Silvana Denicolò: con M5S una regione più smart e sostenibile

Continuiamo con lo speciale elezioni di Polinside. Dopo Paolo Pace, oggi è la volta di Silvana Denicolò candidata portavoce-consigliera regionale per il Movimento 5 Stelle che sogna una regione smart, sostenibile e più equa.

 

Redazione: Cominciamo con i Fondi Strutturali Europei. Il Lazio si è comportato bene, Lazio Innova tutto sommato sembra funzionare. L’attuale programmazione si avvia a conclusione e già in Europa si comincia a ragionale sul prossimo settennato. Quali sono le priorità d’investimento per la nostra regione, da inserire nel prossimo POR?
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Lazio Innova
Fonte: LazioInnova.it

Denicolò: Innanzitutto non sono molto d’accordo sull’efficienza della passata programmazione: gli impegni di spesa sono piuttosto bassi e le liquidazioni bassissime. Siamo indietro a 360 gradi, però ci sono ancora due anni di tempo dopo la fine della programmazione per completare i pagamenti in sospeso per cui, in teoria, c’è tempo fino al 2022. Ora bisogna cominciare a pensare alla prossima programmazione: penso che la cosa più importante sia rispettare il codice di condotta europeo del partenariato, che è quello di coinvolgere tutte le parti sociali: i cittadini, associazioni, associazioni di categoria, comitati, enti locali e insieme a loro definire le nuove linee della nuova programmazione. Sui temi poi ci terremo sempre sui cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle, quindi la tutela ambientale, tutte le attività sostenibili che non che gravino sulla salute dei cittadini e anche quelle di implementazione delle buone pratiche.

 

R: Parliamo di sicurezza ambientale. Il Lazio ha un patrimonio vastissimo sotto questo punto di vista però ha anche molti problemi. Il M5S come intende approcciare il tema a livello regionale?

D: Per quanto riguarda i parchi nella fattispecie abbiamo un programma i cui punti principali sono due. Chiusura di tutti gli iter dei piani di assetto dei parchi, quindi di tutti i regolamenti connessi al fine di rendere le aree protette più vivibili possibile. Abbiamo molti parchi che però spesso mancano di piani attuativi e regolamenti; questo è il primo passo, parallelamente si pensa di utilizzare tutte le posizioni apicali a disposizione in questo settore per mettervi persone di indubbia capacità ed esperienza in campo ambientale, anziché utilizzare i vari consigli direttivi per imbarcare persone vicine ai politici di turno.

 

R: Per quanto riguarda il tema dell’inquinamento, e penso ad esempio alla Valle de Sacco, che credo sia uno dei luoghi più inquinati in Europa, come s’intende affrontare questo problema?

La Valle del sacco è un sito SIN, sito d’importanza nazionale per quanto riguarda la necessità di bonifica che s trova in una condizione al pari di aree come Taranto, Marghera e Siracusa, quindi tra le prime quattro o cinque aree industriali nelle quali la tematica dell’inquinamento si unisce all’innalzamento delle casistiche di malattie. Qui abbiamo sia un’emergenza ambientale che sanitaria a cui si aggiunge anche l’emergenza occupazionale, perché molte di queste attività industriali che hanno causato questi disagi socio-ambientali, poi sono andate chiudendo lasciando un tessuto industriale e commerciale vuoto. Come attaccare il problema: innanzitutto bisogna procedere alla bonifica (che negli ultimi anni è andata avanti a singhiozzo) sia per quanto riguarda le acque, questione primaria, sia per quanto riguarda i terreni. Poi bisogna pensare alla questione dell’elettromagnetismo. Fare una bonifica, utilizzando magari anche degli accorgimenti innovativi come l’utilizzo di piante come la canapa di cui abbiamo parlato anche in numerosi convegni. Assolutamente no a nuovi impianti industriali -sia per la gestione dei rifiuti, sia per la produzione manifatturiera-, ma riutilizzo dei siti industriali già esistenti per l’attività di produzioni sostenibili. Bisogna poi lavorare per accelerare la filiera del turismo sia storico, archeologico che ambientale.

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La perimetrazione Sin della Valle del Sacco che indica la zona interessata dall’inquinamento. Fonte: RomaPaese.it
 R: Ha menzionato la questione dei rifiuti: come si risolve? La questione romana che pesa su tutta la regione. Il M5S come intende affrontare la questione vista anche la congiunzione politica potenzialmente perfetta con l’amministrazione Raggi?

D: Per quanto riguarda i rifiuti quello che abbiamo rimproverato a Zingaretti è il fatto che in questi cinque anni, soprattutto dopo la chiusura dell’impianto più grande d’Europa, Malagrotta (avvenuto nel 2013 ndr), che serviva tutto il comune di Roma, non è stato predisposto niente di alternativo. Si lavorava da anni alla chiusura di Malagrotta (che ricordiamo, è stata imposta dell’Europa perché si pagavano molte multe sulla gestione), ma non è mai stato

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La discarica di Malagrotta.
Fonte: Panorama

fatto nessun piano per avere dei siti alternativi, o per avere una gestione virtuosa al quel sistema di scarico in un buco nel terreno.  Oltre a non aver pensato al dopo Malagrotta, c’è il fatto che il piano di gestione dei rifiuti è rimasto quello del 2009: il piano Marrazzo, che poi è diventato il Piano Polverini. Di fatto la situazione è cristallizzata al 2009, quando c’era un altro tipo di gestione e comunque ancora esisteva Malagrotta e i vari siti della provincia che andavano a servire Roma. Ora la capitale ha deciso che si prenderà carico dei suoi rifiuti ed ha già un suo piano che prevede l’utilizzo di diversi centri di compostaggio. Noi auspichiamo che se il M5s dovesse andare al governo della regione immediatamente si procederà ad un nuovo piano rifiuti regionale che lavorerà in sinergia con quello di Roma.

R: Nella domanda precedente abbiamo menzionato l’emergenza sanitaria che riguarda un po’ tutta la regione Lazio: qual è il vostro punto di vista? Come intendete risolvere il buco che si viene a creare con la chiusura di importati poli ospedalieri e reparti nella regione?

D: Anche qui bisogna fare un discorso di risorse che sono scarse, anche umane. Bisogna provvedere immediatamente allo sblocco delle assunzioni del comparto sanitario affinché ci siano operatori adeguati per rispondere alla domanda di sanità. Parallelamente bisogna lavorare con grande impegno e precisione sulle liste di attesa, perché nonostante i proclami di Zingaretti circa l’uscita dal commissariamento noi troviamo che la situazione sia peggiorata in termini di attesa di prestazioni pubbliche con il risultato che molta gente o non si cura o con grandi sacrifici deve ricorrere al privato. Poi ci sono altri aspetti su cui lavorare come il miglioramento delle prestazioni di pronto soccorso e questo si può fare inventando una rete di cronicità e di criticità cui le persone potranno fare riferimento senza necessariamente passare per i pronto soccorso.

 

 R: Veniamo al caso della candidata presidente Lombardi e all’affermazione piuttosto infelice “meno migranti, più turismo”. Come commenta? Se ne dissocia?

D: Trovo che i due capi presi singolarmente non dovrebbero creare grandi problemi.

 R: Mi permetto di interromperla, il problema è che la questione non viene presa dal lato “migranti” o dal lato “turismo”, la questione viene posta insieme e da qui la gravità.

D: Si, ripeto: per me i due capi presi singolarmente potrebbero anche essere accettabili. Avrei suggerito di curare meglio il vocabolario, nel senso che bisogna mettere naturalmente mettere mano al business dei migranti che non è da addebitare ai migranti stessi, ma semmai a delle lobby imprenditoriali e politiche che c’hanno messo le mani sopra visto che lo Stato tira fuori miliardi ogni anno per questa questione. Dall’altra parte c’è un’indubbia necessità di potenziare il turismo anche in siti al di fuori di Roma. Comunque trovo che questo accostamento sia piuttosto infelice, io personalmente non l’avrei utilizzato.

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La frase della candidata presidente Lombardi che ha fatto discutere. Fonte: Huffingtonpost.it

R: Sempre in tema di migranti, in caso di vittoria il M5S ha un piano a riguardo che parli d’integrazione, magari anche lavorativa?

D: A me non piace la parola integrazione, preferisco piuttosto “interazione”, nel senso che trovo che qualsiasi società mista con persone provengono da aree diverse, presenti un arricchimento indubbio del tessuto socio-culturale, ma anche nel tessuto economico vero e proprio. Trovo che a un’integrazione nel senso dell’appiattimento, si possa pensare ad un’integrazione. Per quanto riguarda i migranti poi la regione non ha una competenza diretta, posso dire che per quanto riguarda il programma nazionale del M5S vi sono dei punti, tra i quali quello del superamento del trattato di Dublino che afferma che ogni paese debba gestire le immigrazioni sul proprio territorio, io ritengo invece che l’Europa debba fare fronte comune e cercare di risolvere questo problema. La maggior parte di queste risorse ingenti che vengono spese per fare stare queste persone anche due anni in un CARA, ottimizzando la filiera, possano essere utilizzate in maniera più ragionevole.

R: Ci avviamo a conclusione: mi dica tre cose positive che ha fatto Zingaretti;

D: La cosa positiva che ha fatto quasi subito a settembre 2013 è un consiglio regionale speciale sui rifiuti nel quale come M5s abbiamo presentato sei-sette risoluzioni e di queste ne ha approvate quattro. Una sui centri di compostaggio a sostegno della regione ai comuni che volessero sviluppare centri di compostaggio, sia domestico che di comunità. Una sulla partecipazione dei cittadini alle scelte sulla gestione dei rifiuti; un’altra era su centri di riparazione e riuso e poi sui centri di riciclo del secco. Tutte risoluzioni approvate, poi purtroppo negli anni non abbiamo visto i frutti. Un’altra cosa che ha fatto Zingaretti, sempre su sollecito del Movimento, è la creazione di un nuovo monumento naturale a Pomezia, La Sughereta. Devo dare atto a Zingaretti e al suo consiglio che c’hanno supportato in questo percorso e alla fine siamo riusciti ad ottenere un nuovo parco, di fatto. L’ultima cosa che ha fatto, che però è “monca”, aveva stabilito che l’età per prendere i vitalizi dei consiglieri regionali (fino alla passata consiliatura), passasse da 55 anni a 65 anni, come tutti. I vecchi consiglieri hanno poi fatto ricorso, però la volontà di ridurre i vitalizi in parte c’è stata.

 

R: Quale candidato/lista appoggerebbe se il M5S non ci fosse?

D: Non farei più il discorso che facevo qualche tempo fa “per non far vincere qualcuno, devo votare qualcun altro” – parlo dei grandi raggruppamenti centro destra e centro sinistra- ma forse punterei a Potere al Popolo perché ci sono delle persone che si candidano e che stimo.

 

Fonte dell’immagine di copertina: account facebook di Silvana Denicolò

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