Liberi e Uguali

Liberi e Uguali. La nuova sinistra?


Dov’è la sinistra? Questa è la domanda che molti cittadini si pongono ormai da qualche anno. In un mondo in cui ormai è difficile parlare o anche capire cosa renda un partito o un movimento vicino a quelli che una volta erano gli ideali di comunisti e socialisti, Liberi e Uguali si propone come alternativa al renzismo nel metodo e nelle prospettive.

In realtà alcuni dei protagonisti della nuova lista, tra cui Bersani e Speranza, hanno trascorso gli ultimi anni proprio nel Pd, cioè quel partito che ormai viene rinnegato e additato come uno dei principali competitor. Ora gli eventi hanno portato la vecchia sinistra a dividersi e a contendersi una parte del loro elettorato alle prossime elezioni del 4 marzo.

 

Che cos’è Liberi e Uguali?

Liberi e Uguali è una lista creata il 3 dicembre 2017 per unire tre formazioni politiche in occasione delle elezioni del 4 marzo. Mdp-Articolo 1 (i fuoriusciti del Pd), Sinistra Italiana (Fratoianni) e Possibile (Civati) hanno deciso di presentarsi con un programma e obiettivi comuni per avere maggiori chance di successo rispetto a quelle che avrebbero singolarmente. La nuova legge elettorale, infatti, impone il raggiungimento del 3% per l’entrata in Parlamento, spingendo così i partiti a creare coalizioni o ad unirsi sotto un unico simbolo per arrivare all’obiettivo.

Liberi e Uguali
Pietro Grasso all’assemblea costitutiva del 3 dicembre. Fonte: Lastampa.it

Liberi e Uguali (abbreviato in LeU), è un progetto politico che si è posto come alternativa a “Quelli del Brancaccio”, movimento guidato da Tomaso Montanari e Anna Falcone (quest’ultima, però, sarà candidata proprio nella lista di Grasso), che aveva come obiettivo la nascita di una sinistra di natura civica e popolare. Se inizialmente nel “Brancaccio” avevano aderito anche i leader dell’attuale LeU, successivamente le strade si sono divise, non senza polemiche, e la formazione civica non si presenterà alle prossime elezioni.

Come leader di Liberi e Uguali è stato scelto Pietro Grasso, ex Procuratore Capo di Palermo, Procuratore Nazionale Antimafia e Presidente del Senato dell’ultima legislatura. Una figura terza ma sensibile ai temi dell’uguaglianza, e individuata più per il suo passato che per le sue abilità comunicative. Non essendo mai stato politico di professione non è sicuramente un arringatore di folle come Renzi o Berlusconi, e non ha neanche un appeal giovanile come Di Maio.

Non è questo l’obiettivo di Liberi e Uguali, formazione che vuole discostarsi da quel modello di partito personale rappresentato dai leader sopracitati. Infatti, sebbene Grasso si stia spendendo molto per la campagna elettorale, è noto come le redini della lista siano in mano ai vari Bersani, Speranza, Fratoianni, Civati e non ultimo D’Alema.

Il volto istituzionale è completato da Laura Boldrini, Presidente della Camera ed ex portavoce dell’UNHCR, che ha dichiarato la sua adesione dopo l’approvazione dell’ultima legge di bilancio.

Per quanto riguarda il nome e il simbolo, nelle settimane precedenti al 3 dicembre, si era parlato di inserire la parola sinistra per connotare l’area politica di riferimento. Alla fine si è optato per la denominazione attuale e un logo in cui la “e” è stata disegnata con l’intento di richiamare il concetto di parità di genere e uguaglianza.

Liberi e Uguali
Grasso presenta il simbolo. Fonte: Huffington Post

Il programma di Liberi e Uguali

Le proposte politiche di Liberi e Uguali si concentrano su quei temi da sempre cari alla sinistra italiana: istruzione, lavoro, ecologia, redistribuzione della ricchezza.

Per quanto riguarda l’istruzione, il principio cardine è quello di evitare la dispersione scolastica attraverso un piano d’investimento che intervenga sull’edilizia e che permetta la stabilizzazione degli insegnanti precari in un piano pluriennale. Viene inoltre auspicata l’abolizione dell’obbligatorietà dell’alternanza scuola-lavoro secondo una nuova ottica di crescita e comprensione del mestiere da parte dello studente.

Un nuovo piano di investimenti è previsto anche per l’università, che, come si legge nel programma, deve essere libera e aperta a tutti. Per questo motivo viene proposta l’abolizione delle tasse universitarie e il superamento dell’applicazione del numero chiuso nelle facoltà. Tali misure sono concepite al fine di migliorare il sistema pubblico non puntando su pochi centri d’eccellenza, ma favorendo la creazione di numerosi poli su tutta la penisola italiana e non solo al Nord.

L’altra grande area di intervento è costituita dal lavoro. Qui il tema fondamentale è quello del ripristino dei contratti a tempo indeterminato come forma principale di assunzione. A questa misura viene affiancato un altro importante intervento con un forte valore simbolico: il ripristino dell’articolo 18 e l’eliminazione del contratto a tutele crescenti deciso dal Jobs Act.

La riforma di Renzi, per favorire l’aumento del personale con contratto a tempo indeterminato, ha infatti eliminato l’obbligo di reintegro in azienda del lavoratore licenziato per motivi economici, in nome di una politica di lavoro flessibile in cui ad allontanamenti più facili dovrebbero corrispondere assunzioni più facili. Liberi e Uguali è invece per la reintroduzione dei precedenti diritti che tutelavano maggiormente il dipendente.

Liberi e Uguali
Matteo Renzi. Fonte: Il Sole 24 Ore

Altro tema caro alla sinistra è quello dell’ecologia, intesa come obiettivo di lungo periodo che dovrebbe portare, secondo il programma di LeU, ad un’economia 100% rinnovabile entro il 2050. A tal proposito è prevista l’introduzione della “carbon-tax”, il modello di “democrazia energetica” (in cui a minori emissioni corrisponde una maggior partecipazione di tutta la cittadinanza nel meccanismo di produzione e gestione dell’energia), e la nascita d una “sala verde”, una cabina di regia permanente per la concertazione e la programmazione del piano di investimenti pubblici.

L’ultimo tema su cui è necessario soffermarsi è quello della redistribuzione della ricchezza e del carico fiscale. Liberi e Uguali si schiera contro la flat tax di Berlusconi e Salvini, e propone una riduzione dell’aliquota del primo scaglione sui redditi bassi e medi, immaginata secondo quei criteri di progressività previsti dall’art. 53 della Costituzione. Viene inoltre prevista una semplificazione delle detrazioni per le famiglie che dovrebbero essere unite agli assegni familiari in uno strumento unico e più accessibile.

Nel programma sono inoltre stabiliti interventi riguardanti la sanità, la giustizia, agricoltura e cultura, inseriti sempre nell’ambito di una più equa e partecipata gestione delle risorse tra tutta la cittadinanza.

 

Prospettive e alleanze future

Essendo in campagna elettorale, il tema di possibili alleanze o convergenze future è un’incognita. Nell’attuale sistema a maggioranza proporzionale è chiaro che molto dipenderà dai risultati che ogni partito otterrà nella tornata elettorale e che gli permetteranno, eventualmente, di avere un maggiore o minore potere contrattuale.

Per questo motivo nelle prime settimane del 2018 si sono susseguite voci su possibili alleanze post voto sia con il Pd che con il Movimento 5 Stelle.

Per quanto riguarda il rapporto con il partito di Renzi, LeU ha già dichiarato che sosterrà Nicola Zingaretti come candidato alle regionali del Lazio (che si svolgeranno in concomitanza con le elezioni politiche). Improbabile invece, almeno al momento, un asse successivo alle elezioni per tre motivi sostanziali.

Innanzitutto, stando ai recenti sondaggi, il totale dei voti di Pd e Liberi e Uguali dovrebbe attestarsi intorno al 30% o poco più. Con un centrodestra che punta al 40% è improbabile che la formazione del prossimo governo sia affidata a forze del centrosinistra, e dunque che si crei una maggioranza che coinvolga i due partiti. Questi ultimi potrebbero trovarsi insieme all’opposizione, ma anche in questo caso sarebbe difficile giungere a programmi e intese comuni per via delle frizioni già esistenti tra le due liste.

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Da sinistra: Roberto Speranza, Pietro Grasso, Pippo Civati e Nicola Fratoianni all’assemblea costitutiva del 3 dicembre. Fonte: radiondadurto.org

In secondo luogo, se all’interno di LeU esistono fazioni che non escludono a priori una convergenza con il Pd su alcuni punti (vedi Mdp), sarebbe più difficile convincere la componente di Sinistra Italiana, con il segretario Fratoianni che ha sempre combattuto contro le riforme simbolo del precedente governo come il Jobs Act. Un asse con Renzi significherebbe dover affrontare il rifiuto e la possibile scissione di quest’area.

Infine la questione dell’elettorato. Una parte degli elettori di Liberi e Uguali è proprio quella sinistra delusa dal Pd che non vedrebbe di buon occhio una nuova alleanza di questo tipo.

Tuttavia, tali riflessioni fanno riferimento al contesto politico attuale e non tengono conto dei risvolti futuri che si creeranno in base ai risultati del 4 marzo. D’altronde, su molti temi (vedi ecologia ed Europa), non esistono differenze inconciliabili e non sono da escludere alcune parziali convergenze. Quest’ultime, però, difficilmente daranno vita ad una stabile alleanza per i motivi già espressi.

Rispetto ad un accordo con i Cinque Stelle, le opinioni sono contrastanti. Se Laura Boldrini sembrava aver chiuso le porte ai grillini a causa del forte divario ideologico, Pietro Grasso sembra aver lasciato aperto uno spiraglio. Al di là di tali considerazioni, il Movimento ha sempre negato la possibilità di alleanze con gli altri partiti, anche se Di Maio in queste ultime settimane sembra essere più cauto sull’argomento.

Se per Liberi e Uguali, ad oggi, sembra difficile raggiungere l’obiettivo dichiarato del 10%, è indubbio come la nuova forza politica costituirà un’alternativa per quell’elettorato di sinistra deluso dal Pd e non disposto a votare 5 Stelle.

La vera sfida però, come per tutti gli altri partiti, sarà quella di convincere quei cittadini delusi e rassegnati al non voto. Un compito non facile che dimostrerà se LeU sarà solo un cartello elettorale, o una vera alternativa costruttiva e attenta ai bisogni reali dei ceti in difficoltà.

 

Fonte copertina: Pagina Facebook Liberi e Uguali.

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